canapa sativa: cosa è, effetti benefici e differenze con la canapa indica

canapa sativa: cosa è, effetti benefici e differenze con la canapa indica

Che cos’è

La Canapa Sativa, che conoscerai anche con il nome di Cannabis Sativa, è una pianta appartenente all’ordine delle Cannabaceae e di queste è certamente l’esponente più noto.

Inizialmente nata e confinata prettamente in India, in breve tempo è riuscita a diffondersi in tutta Europa e il resto del mondo grazie alle sue qualità.

Non è un caso che il termine Sativa non sia altro che una forma verbale del verbo latino Serere il cui significato eloquente è quello di seminare ed è proprio grazie a una coltivazione sempre più intensiva e specifica che questa tipologia di pianta ha saputo diffondersi.

Pensa che le prime tracce di coltivazione della Canapa Sativa si registrano addirittura nell’era neolitica.

La verità è che le proprietà psicoattive e psicotrope della Cannabis Sativa sono una scoperta relativamente recente, inizialmente lo scopo ricreativo non rientrava certamente tra le conoscenze di popoli che la utilizzavano, invece, quotidianamente come materia prima basilare nella formazione di tessuti e carta.

Un retaggio culturale che non è certamente scomparso nel nulla, tanto è vero che ancora oggi la realizzazione di tessuti o stoffe a base di canapa rappresenta una realtà quanto mai viva e presente.

Principi attivi

Pur essendo stati identificati una vasta varietà di componenti, tra cui acidi grassi, zuccheri, composti azotati, terpeni e flavonoidi, ciò che contribuisce a fornire l’effetto psicoattivo alla Canapa Sativa è la presenza di alcuni elementi ben specifici denominati cannabinoidi.

I cannabinoidi più noti sono il THC e il CBD, se il primo è per definizione il responsabile dell’azione psicotropa, il secondo, impiegato spesso per la produzione del caratteristico olio, è privo di elementi psicoattivi.

I cannabinoidi, così come i terpeni, sono componenti che possono variare sensibilmente non solo in base alla tipologia dell’infiorescenza, ma persino da pianta e pianta e le variabili che possono concorrere a una concentrazione più o meno maggiore sono numerosissime e comprendono addirittura le singole variazioni climatiche.

Proprietà

L’utilizzo della Canapa Sativa a scopo ricreativo ha cominciato a essere sperimentato, proprio in quei Paesi in cui questa pianta era una delle risorse fondamentali della vita quotidiana ed economica, ovvero India e Paesi Arabi in generale.

Se l’azione rilassante e blandamente sedativa è certamente una delle più note, ti sorprenderai nel sapere che inizialmente la Canapa Sativa era impiegata come antisettico e analgesico grazie alle sue proprietà ampiamente efficaci anche nel trattamento di danni dermatologici superficiali.

Queste specifiche proprietà della pianta sono state poi, nel corso dei secoli, ulteriormente selezionate e individuate, tanto è vero che oggigiorno la Cannabis Sativa è impiegata con una percentuale di successo altissima nel campo ospedaliero come rimedio nel contrastare il dolore cronico dei pazienti, l’insonnia, i tremori muscolari e gli attacchi psicotici o convulsivi.

Accanto all’utilizzo ricreativo e/o medico, c’è però anche quello commerciale focalizzato nel tessile. Stoffe e tessuti realizzati grazie alla Canapa, infatti, possono vantare una resistenza e una durabilità assolutamente superiori a quelli della comune carta, verità questa che era nota già ai tempi delle grandi spedizioni nel 1500, il materiale che si prediligeva per le vele era proprio la Canapa.

Effetti e benefici

Se l’effetto di piacevole rilassatezza e puramente ricreativo è quello più comunemente sperimentato, ridurre i benefici della Canapa Sativa alla sua attività psicotropa sarebbe non solo fortemente limitante, ma soprattutto sbagliato.

La verità è che i campi di applicazione di questa pianta possono riscontrarsi anche in quei settori, come quello medico-ospedaliero, in cui poter usufruire di una sostanza capace di migliorare sensibilmente la qualità della vita del paziente può fare la differenza.

Gli studi specialistici volti ad accertare l’efficacia della cannabis nel contrastare l’insorgenza e lo sviluppo del dolore cronico sono ormai sconfinati, a dimostrazione di ciò ci sono gli ottimi risultati raggiunti con la somministrazione a pazienti con cancro che proprio grazie alla cannabis hanno potuto per la prima volta gestire le sofferenze senza che diventassero insopportabili e invalidanti.

Senza contare poi che le proprietà miorilassanti della Canapa Sativa sono perfette nell’arginare i fenomeni degli spasmi muscolari che, a dispetto di quanto si possa pensare, non sono dei puri e semplici movimenti involontari meccanici, ma sono principalmente motivo di forte dolore. (Fonte https://www.nap.edu/catalog/24625/the-health-effects-of-cannabis-and-cannabinoids-the-current-state#toc)

A dire la sua in merito è intervenuta anche la prestigiosa rivista scientifica Lancet, la massima autorità del settore, che ha messo in evidenza come la canapa svolga un ruolo decisamente proattivo nella prevenzione e nella gestione degli attacchi epilettici e di altre patologie neurologiche simili (Fonte https://www.thelancet.com/journals/laneur/article/PIIS1474-4422(15)00379-8/fulltext)

E ancora, proseguendo, non stupisce affatto scoprire come l’impiego della cannabis possa risultare un aiuto fondamentale nel cercare di contenere tutti quegli spiacevoli effetti collaterali che i pazienti soggetti a terapia chemioterapica si ritrovano costretti a vivere quotidianamente.

In tal senso gli studi condotti sono diversi e la conclusione alla quale si è giunti è stata pressoché unanime in tutta la comunità scientifica, fornire la cannabis a questa tipologia di pazienti è un atto di civiltà, prima ancora che medico, perché è sulla qualità della vita che si va impattare positivamente ed è della salute psicofisica del paziente e delle loro famiglie ciò di cui si sta parlando (Fonte https://www.cancer.org/treatment/treatments-and-side-effects/complementary-and-alternative-medicine.html)

Canapa Sativa e Canapa Indica: le differenze

Oltre alle differenziazioni presenti per quel che riguarda i luoghi originari di coltivazione o l’aspetto stesso della pianta e delle sue infiorescenze, le difformità principali tra queste due tipologie di canapa riguardano prevalentemente le proprietà e gli effetti che sono in grado di rilasciare.

La Canapa Sativa, ad esempio, anche grazie a delle tempistiche di fioritura maggiori che possono raggiungere persino le 12 settimane, possiede degli effetti psicotropi prettamente incentrati sulla vividezza del pensiero e sull’acuta concentrazione con relativa esaltazione della creatività dell’assuntore;

La Canapa Indica, invece, le cui tempistiche di fioritura sono più o meno la metà di quella Sativa, può contare su una diversa concentrazione dei vari cannabinoidi presenti e per questo tende maggiormente a rilasciare delle sensazioni di estrema rilassatezza e blandamente sedative. Per queste sue grandi capacità miorilassanti solitamente la Canapa Indica viene somministrata a pazienti ospedalieri in grande sofferenza.

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